Riabilitazione Neuropsicologica

La riabilitazione neuropsicologica è un intervento terapeutico specialistico finalizzato al recupero, alla compensazione e al potenziamento delle funzioni cognitive compromesse a seguito di danni o disfunzioni del sistema nervoso centrale.
Si applica a persone che presentano esiti di ictus cerebrale, trauma cranico, tumori cerebrali, disturbi del neurosviluppo e, in modo particolare, patologie neurodegenerative come la malattia di Alzheimer.
Nell'Alzheimer, la riabilitazione neuropsicologica rappresenta uno degli strumenti più efficaci per modificare il decorso funzionale della malattia.
Le evidenze scientifiche indicano che interventi precoci, continuativi e personalizzati possono contribuire a rallentare il declino cognitivo, sostenere le abilità residue e migliorare il benessere globale della persona e la qualità della vita del contesto familiare.
La riabilitazione neuropsicologica interviene su diversi domini cognitivi, tra cui:
pianificazione, organizzazione e controllo del comportamento finalizzato
apprendimento
linguaggio
memoria
attenzione
flessibilità cognitiva
abilità visuo-spaziali
percezione
regolazione e controllo emotivo
Nell'Alzheimer, il lavoro riabilitativo è orientato in particolare alle funzioni più precocemente compromesse, come la memoria episodica, l'attenzione e le funzioni esecutive, adattando gli obiettivi alla fase della malattia.
L'intervento riabilitativo prende avvio da una valutazione neuropsicologica approfondita, che rappresenta un momento essenziale per la definizione del programma terapeutico.
La valutazione si basa su:
osservazione clinica
colloquio neuropsicologico
somministrazione di test standardizzati e validati
Questi strumenti consentono di delineare il profilo cognitivo e funzionale del paziente, identificare le abilità compromesse e quelle preservate, e monitorare nel tempo l'evoluzione del quadro clinico.
Le principali tecniche utilizzate includono:
training cognitivo
utilizzo di applicazioni digitali dedicate
strategie di compensazione
stimolazione cognitiva e motivazionale
integrazione con attività fisica strutturata
Nell'Alzheimer, tali interventi vengono adattati in modo progressivo e personalizzato, tenendo conto delle capacità residue, del livello di consapevolezza e del contesto di vita del paziente.
Il training cognitivo rappresenta uno degli strumenti centrali della riabilitazione neuropsicologica. Esso si basa sul principio della plasticità cerebrale, ovvero la capacità del cervello di riorganizzarsi e creare nuove connessioni neurali in risposta a stimoli ed esperienze ripetute.
In senso funzionale, il cervello può essere paragonato a un muscolo: l'allenamento mirato e costante consente di rafforzare le reti neurali esistenti e di attivarne di nuove.
Attraverso esercizi strutturati, ripetuti e progressivi, il training cognitivo mira a:
potenziare specifiche funzioni cognitive
rallentare il declino funzionale
favorire il mantenimento delle autonomie
migliorare la partecipazione alle attività quotidiane
Gli esercizi di potenziamento cognitivo possono essere proposti attraverso:
simulazioni di attività della vita quotidiana
programmi digitali su tablet o computer
attività con carta e matita
esercizi di logica e problem solving
manipolazione di oggetti
lettura e scrittura
calcolo numerico
Nel paziente con Alzheimer, la simulazione di situazioni reali riveste un ruolo fondamentale per favorire la generalizzazione delle abilità apprese nella vita quotidiana.
Il training cognitivo è rivolto a:
bambini e ragazzi con difficoltà di apprendimento o disturbi dell'attenzione
anziani, per contrastare il declino cognitivo fisiologico
persone con disturbi cognitivi di diversa origine
pazienti con Alzheimer, nelle diverse fasi della malattia
atleti, per migliorare abilità cognitive specifiche (attenzione, inibizione, rapidità decisionale)
chiunque desideri migliorare le proprie performance cognitive personali o professionali
